23/02/2006
La formazione dei Soccorritori Quando una qualsiasi persona decide di iscriversi ad un corso per soccorritore volontario in un'associazione di volontariato, in genere quest'ultima si preoccupa della sua formazione teorica e pratica. La formazione che dovrebbe rivestire un ruolo fondamentale per la creazione di professionalità in realtà è abbastanza carente, in quanto eterogenea. Questo accade perché le diverse associazioni di volontariato, che con molta buona volontà si fanno carico di formare i nuovi allievi, agiscono in maniera autonoma, mentre sarebbe auspicabile usare un linguaggio uniforme che permetta di favorire la collaborazione tra volontari, infermieri, medici e altri operatori del territorio, della Centrale Operativa e degli ospedali. A questo proposito sarebbe necessario che venisse promossa e divulgata una campagna educativa che dia uniformità operativa nelle associazioni di volontariato su tutto il territorio, così da valorizzare l'insostituibile contributo che il volontariato offre nel Soccorso Sanitario.
Facendo questo si avrebbe una completa integrazione ed il lavoro di èquipe sarebbe perfetto, senza tempi morti, incertezze, paure, fattori che conseguentemente influiscono sulla qualità del servizio reso.
Una formazione di questo genere sarebbe auspicabile che partisse della Centrale Operativa la quale dovrebbe organizzare corsi di formazione ed esercitazioni, che permettessero, oltre che di testare l'effettiva preparazione raggiunta, anche di creare momenti didattico-fomativi importanti, con lo scopo di rendere sinergico il lavoro tra le varie componenti del sistema, soprattutto quello tra i mezzi di soccorso di base e quelli di soccorso avanzato. Questo sicuramente renderebbe tangibile la completa integrazione del soccorritore volontario nel Servizio Sanitario Nazionale.
La situazione attuale vede le varie associazioni impegnate nel fornire all'allievo tutte quelle conoscenze, competenze e abilità che costituiscono la ''formazione di base'' che ogni soccorritore deve aver acquisito in modo integrale e permanente, tale da potergli consentire un buon bagaglio culturale per cominciare ad effettuare turni in emergenza. Allo stesso tempo, una solida formazione di base, metterà le fondamenta sulla cosiddetta ''formazione continua'' costituita dalle attività di continuo aggiornamento. Infatti, ogni attività che deve rispondere ai bisogni della popolazione, come quella per cui è stato strutturato il sistema di emergenza-urgenza non può basarsi su piani ''di routine'' e consolidati per sempre, al contrario deve essere flessibile e aggiornata sullo sviluppo e competenza delle nuove tecniche. Questo richiede un continuo confronto su contenuti, metodi e strumenti e di conseguenza un'attività di formazione ed aggiornamento continui, tale da aderire aibisogni della comunità.
Una formazione di questo tipo deve essere programmata a vari livelli, sostenuta con risorse adeguate, realizzata in modo organico e continuo.
Occorre innanzi tutto un'analisi dei bisogni formativi del soccorritore volontario, successivamente, verranno individuati gli obbiettivi che ci si propone di raggiungere, con corsi, simulazioni e aggiornamenti, i contenuti, gli strumenti, le metodologie da seguire e infine una valutazione deirisultati raggiunti.
Analisi dei bisogni formativi del soccorritore volontario
Per arrivare alla stesura di un programma formativo bisogna, prima di tutto analizzare gli elementi costitutivi del settore (in questo caso i soccorritori) in cui questo dovrà essere applicato e conoscere in modo approfondito, i bisogni formativi di tipo soggettivo e oggettivo, che tali membri hanno, così da poterli studiare. Una volta identificati i bisogni deve essere stilato un iter formativo che riesca a soddisfarli nell'ambito dell'associazione di appartenenza.
Gli obiettivi
Come in ogni altro caso, anche per la formazione del volontario prima di affrontare i metodi e i contenuti, vanno definiti gli obiettivi che ci si propone di raggiungere, che devono qualificare l'attività formativa.
Gli obiettivi sono costituiti dalle conoscenze e abilità che l'allievo deve raggiungere allo scopo di poter svolgere al meglio l'attività di volontariato, ma che gli permetta di acquisire al tempo stesso una certa professionalità.
Ecco quali sono gli obiettivi che andrebbero raggiunti:
- Sviluppare una buona capacità di riconoscere e descrivere i vari casi clinici; l'acquisizione dei dati clinici; l'assunzione di decisioni operative; l'informazione del paziente.
- La capacità di acquisire informazioni nella letteratura scientifica per la soluzione di possibili problematiche professionali così da garantire il mantenimento di un buon livello di competenze e garantire una formazione continua;
- Le componenti personali del lavoro dell'operatore sanitario che si riferiscono alla capacità di instaurare un buon rapporto relazionale con il paziente; il perfezionamento delle qualità individuali così da facilitare ilproprio lavoro come soccorritore volontario; la capacità di gestire le situazioni in modo equilibrato, anche nelle interferenze tra il servizio svolto e la vita privata; l'attitudine al lavoro d'èquipe.
- Gli aspetti che riguardano i rapporti tra la figura del soccorritore, il sistema sanitario e la società: la capacità di affrontare i più comuni problemi etici connessi con qualunque figura sanitaria, anche quella volontaria; la conoscenza di quelle norme giuridiche essenziali che regolano le attività sanitarie.
L'acquisizione di tali competenze deve essere non solo a livello teorico, ma anche di acquisizione di abilità pratiche.
Per quanto riguarda il settore delle abilità pratiche, non è pensabile che si esegua ''routinariamente'' un'azione senza averla vista esercitare o senza averla esercitata più volte personalmente. Proprio per questo motivo vengono fatte delle lezioni di tipo teorico e pratico, che simulano delle situazioni dove poter operare in emergenza.
Croce D'Oro
[
stampa] [
invia] [
archivio news]